Felice Anno Nuovo

di Luciano Gianazza

felice anno nuovo

Questo è il periodo in cui ci facciamo gli auguri di Natale, richiamando alla nostra memoria inviti ad essere buoni, che dimentichiamo ritornando alle normali attività quando le feste sono passate.

Alla fine di ogni anno esprimiamo desideri come un futuro migliore, una condizione economica migliore, una vita affettiva soddisfacente, ma, come ogni anno, la vita continua più o meno come negli anni precedenti, salvo alcune eccezioni.

Il motivo è che esprimiamo desideri con la mente, non con tutto noi stessi e mentre esprimiamo un desiderio non siamo veramente sicuri che si avvererà, e per quanto ci sforziamo mentalmente di imprimere il desiderio, appena togliamo lo sforzo un fievole ma insidioso pensiero si presenta dicendoci che sarebbe bello se si avverasse, e perdiamo all’istante la nostra certezza.

E il desiderio di conseguenza non si avvera e lo rinviamo alla fine del prossimo anno.

Il problema è che non sappiamo esattamente a chi o a cosa chiediamo che il desiderio si realizzi.

Alcuni lo chiedono a Dio, ma è veramente Dio ciò che concettualizzano nella loro mente? Altri lo chiedono alle Stelle, ai Re Magi, a Gesù Bambino, alla Dea della Fortuna, allo Spirito Guida, altri lo chiedono e basta, ma le entità tirate in ballo per soddisfare i nostri desideri sono davvero in grado di farlo?

La Magia del Natale

A Natale ci invitano ad essere tutti buoni. Perché? Siamo di norma cattivi? So che sembra retorica, ma in verità è che crediamo di non essere proprio buoni e le tradizioni ci chiedono di esserlo almeno per un giorno, per poi ritornare gradualmente ad essere come prima.

Il Solstizio d’Inverno da tempo immemorabile è sempre stato un momento di volontà di cambiamento e rinnovamento, molto tempo prima che la Cristianità lo introducesse fra le sue festività chiamandolo Natale.

La data di nascita di Cristo non è nota. I vangeli non ne indicano né il giorno né l’anno […] fu assegnata la data del solstizio d’inverno perché in quel giorno in cui il sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il Dies Natalis Solis Invicti (Giorno della Nascita del Sole Invincibile) Fonte: Nuova Enciclopedia Cattolica dell’Ordine Francescano (1941)

Le origini di questi antichi culti vanno ricercate in ciò che è “principio” della vita sulla terra e che “dal principio” è stato oggetto di culto e di venerazione: il Sole.

Tutte queste tradizioni e credenze hanno indotto l’Uomo a credere di non essere in grado di provvedere efficacemente a sé stesso senza l’aiuto di un “essere superiore” di un tipo o di un altro.

Tuttavia, l’uomo che venera una divinità è in realtà un Dio che ha rinnegato se stesso.

Pensando di non essere in grado di condurre la propria vita secondo le sue aspettative chiede aiuto tramite preghiere, riti o desideri ad altre entità vere o presunte e a volte ottiene risultati, ignaro di essere stato lui stesso a produrli.

Attribuire la causa di effetti che influiscono la propria vita a una Divinità crea dipendenza da essa e questa circostanza è stata ed è utilizzata dalla maggior parte delle religioni classiche.

Il ricorrere all’aiuto di una Divinità e attribuire ad essa la causa delle circostanze in cui si trova un individuo, lo deresponsabilizza degli eventi in cui è coinvolto.

Per questa ragione chi crede di non essere l’artefice di eventuali problemi che gli “capitano” non se ne prende piena responsabilità e non li risolve, e può arrivare a pretendere che altri debbano risolvere i suoi problemi.

Perché avviene questo?

Lo Scopo dell’Essere

Nativamente un essere è un Dio. O meglio è Dio. Dio è tutto ciò che esiste, manifesto o potenziale.

In un Universo di spazio e tempo a causa della progressiva identificazione con la materia e la credenza dell’immutabilità delle leggi che sottendono all’universo, l’essere si deteriora fino a credere di essere diventato un umano effetto di eventi che si manifestano nel mondo senza che possa fare nulla per interferire con essi.

Per fare un esempio, usando una metafora, immagina una sfera dalle dimensioni infinite e con infinito potere fatta da infiniti punti che si convince di essere uno dei suoi punti.

Per quanto abbia ancora delle potenzialità quel punto non sarà mai in grado di agire nell’ordine di grandezza dell’intera sfera.

Per agire con il suo totale potenziale dovrà riprendere la consapevolezza che non è solo il punto ma l’intera sfera.

Lo scopo dell’essere umano (il punto) è quello di riprendere consapevolezza di non essere solo un umano ma l’intera sfera, cioè Dio.

Ognuno di noi è già perfetto, ma è ricoperto da tutto quanto ha fatto nel corso delle vite fino ad ora e deve semplicemente ripulirsi per ritornare all’originario splendore. In pratica “disintossicarsi” spiritualmente.

Non si tratta di diventare il vero sé ma di ritornare al vero sé.

Responsabilità

Essere Dio comporta le responsabilità di cui un Dio deve farsi carico.

Di ogni cosa che percepiamo siamo responsabili, perché di ogni cosa che percepiamo ne stiamo facendo una copia secondo il nostro punto di vista per poi proiettarla nel mondo fisico. Il mondo fisico è uno specchio dove proiettiamo la nostra realtà dando il nostro contributo.

Chi si assume la responsabilità totale delle sue proiezioni può cambiare ogni cosa. Prendendo responsabilità solo per noi stessi non riusciamo veramente a risolvere i nostri problemi perché molte sono le persone e i fattori coinvolti. E’ come curare i sintomi di una malattia senza rimuovere la sua causa.

Tutto quanto ci succede, per quanto possa essere duro da digerire, è causato da noi stessi. Nella nostra proiezione della realtà tutto quanto è di nostra competenza e siamo responsabili anche per le persone che esistono nel nostra proiezione del mondo.

Siamo responsabili per qualsiasi cosa o essere che percepiamo nel nostro mondo con i nostri sensi.

E questo vale per ognuno di noi, in quanto ognuno proietta il proprio mondo e ognuno è responsabile delle proprie proiezioni.

Tuttavia agendo dal punto di vista di essere umano (il punto) non riusciremmo ad occuparci della nostra proiezione. Per farlo è necessario agire dal punto di vista di Dio (la sfera).

La Creazione del Nostro Mondo e la Risoluzione dei Problemi

Nel corso delle vite tutti gli eventi vengono registrati e sulla loro base costruiamo le vite future. Le persone che incontriamo oggi in un modo o nell’altro hanno fatto parte di uno o più eventi del nostro passato.

Ognuno crea la sua proiezione del mondo allo stesso modo e l’insieme di queste proiezioni costituisce ciò che chiamiamo realtà oggettiva.

Le cause di quanto ci succede oggi possono essere molto indietro nel tempo ed è possibile che il ricordo non sia accessibile nella vita attuale dal punto di vista dell’essere umano.

Rimuovendo le cause i problemi da esse prodotte, nostri e delle persone che fanno parte della nostra proiezione del mondo, sia che li conosciamo o meno, svaniscono. Questo può essere fatto dal punto di vista di Dio.

Per arrivare a questo occorre liberarsi delle varie identificazioni che ci limitano dall’essere la totalità che siamo. Chi insiste nel credere di essere un uomo difficilmente riuscirà ad essere il Dio che è.

Lo studio di sé per mezzo di una pratica spirituale concreta, che non sia uno dei tanti pastrocchi della New Age, porterà gradualmente chi si applica all’espressione della propria vera identità.

Il tempo necessario dipende dalla capacità di liberarsi dell’identificazione e questo per alcuni può avvenire in un istante proprio adesso, per altri occorrerà aspettare la fine di questo universo materiale quanto Tutto torna allo zero da cui Tutto è iniziato. (Concedimi il beneficio delle metafore per spiegare questi concetti, in realtà la vera comprensione di essi può avvenire solo facendone l’esperienza).

In ogni caso già il solo considerare di essere la causa di tutto ciò che avviene nella propria proiezione del mondo può produrre considerevoli cambiamenti nell’individuo.

Per esempio, si può comprendere che è inutile lamentarsi con altri per ogni cosa che “ci succede” e mantenere odio e risentimento per presunti torti o ingiustizie, dato che per quanto ci riguarda siamo noi stessi la causa di tutto.

Un corpo sano aiuta a pensare in maniera più razionale e di conseguenza a fare scelte migliori. Una alimentazione sana contribuisce in modo marcato a riportare e a mantenere la salute. Per questo scopo il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco è la scelta più razionale che possa essere fatta perché si fonda sui principi della dieta naturale dell’uomo.

Buon Anno! Chiedi al Dio che sei di realizzare i tuoi desideri e si realizzeranno!

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